L'editoriale
Una realtà, tanti dubbi e qualche orrore
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La realizzazione di un’opera d’importanza europea come quella delle nuove trasversali ferroviarie alpine, che tra pochi giorni sarà celebrata con l’inaugurazione del tunnel di base del San Gottardo, è sicuramente una ragione di vanto a livello internazionale per un piccolo paese come la Svizzera. Ma restano molti dubbi sulle capacità che sapremo mettere in campo per far fruttare gli oltre cento chilometri di gallerie, scavati da migliaia di lavoratori provenienti da ogni angolo del mondo (e non sempre nel pieno rispetto dei loro diritti, come raccontiamo negli articoli correlati).


Alla vigilia dello storico evento constatiamo innanzitutto come i nostri governanti, attraverso una serie di decisioni incomprensibili e alcune esternazioni fuori luogo, stiano minando lo scopo stesso dell’ingente investimento, ossia il trasferimento del traffico merci transalpino dalla strada alla ferrovia, caposaldo della politica elvetica in materia di trasporti, tra l’altro più volte ribadito dai cittadini in occasione di votazioni popolari.

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24.05.16
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L'ultima edizione

24 Maggio 2016
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Ultime rubriche

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Nuova ferrovia transalpina

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Il primo colpo di piccone alla realizzazione della galleria più lunga del mondo sotto le Alpi svizzere fu dato da minatori sudafricani. E fu subito dumping. Nel 1999 la metà dei 140 operai che scavò il pozzo che scendeva 800 metri nelle viscere delle montagne grigionesi per creare la stazione intermedia di Sedrun, era alle dipendenze della Shaft Sinkers Ltd di Johannesburg.

Quei lavoratori sudafricani ricevevano un terzo in meno (circa mille franchi )del salario minimo decretato d’obbligatorietà dal contratto nazionale. Inizialmente l’impresa sudafricana giurava di pagare correttamente i suoi operai, rifiutandosi di mostrare le carte che lo provassero. Dopo lunghe insistenze dell’allora Sindacato edilizia e industria (poi confluito in Unia), la verità venne a galla. Si scoprì così che il dumping complessivo a beneficio dell’impresa sudafricana ammontava a 640.000 franchi. Un importo che fu poi restituito ai legittimi proprietari, gli operai.

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24.05.16..
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La storia
Operaio dell'Altransit vince la battaglia legale contro Swica e poco dopo muore. Aveva 52 anni

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Non figura nell’elenco ufficiale dei caduti sui cantieri delle nuove trasversali ferroviarie, ma anche lui è una vittima che in questa sede è doveroso ricordare. Maurizio Bertera, classe 1964, una quindicina d’anni di lavoro come carpentiere sul cantiere del secolo, è stato vittima della malattia, ma anche della totale insensibilità dimostratagli dal suo ultimo datore di lavoro e dell’accanimento di una compagnia assicurativa – la Swica – che gli ha fatto la “guerra” fino alla fine dei suoi giorni e che ora addirittura la prosegue contro i suoi eredi, la vedova i due figli di 23 e 11 anni.

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24.05.16..
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Nuova ferrovia transalpina
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Il Ticino è sempre schiacciato dal traffico pesante, da quasi un milione di camion che lo attraversano ogni anno. Alptransit era stato concepito proprio per risolvere questo problema. Prima ancora di un treno a servizio dei viaggiatori, la Nuova ferrovia transalpina (Nfta), che verrà inaugurata mercoledì 1° giugno, è stata concepita proprio per il traffico merci. Resta da sapere in che misura questa opportunità verrà sfruttata.

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24.05.16
Nuova ferrovia transalpina
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La messa in esercizio della galleria di base del San Gottardo, il 1° dicembre prossimo, avrà un impatto anche per chi sui treni ci lavora. In questo senso il sindacato del personale dei trasporti (Sev) ha individuato alcuni aspetti problematici: il futuro della vecchia linea del Gottardo e i salari dei macchinisti dei treni merci che attraverseranno la Svizzera.

Quest’ultima preoccupazione verrà ribadita in due azioni dimostrative congiunte che andranno in scena oggi venerdì 27 maggio a Chiasso e a Basilea.

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24.05.16
Italia
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“Otto sono i minatori / ammazzati a Gessolungo / ora piangono i signori / e gli portano dei fiori / Hanno fatto in Paradiso / un corteo lungo lungo / da quel trono dov’è assiso / Gesù Cristo gli ha sorriso (...) / Poi, levando a poco a poco / la sua mano giustiziera / con un fulmine di fuoco / ha distrutto la miniera”.
Questa vecchia canzone del 1958 (testo di Straniero, musica di Amodei) in memoria dell’ennesima strage operaia nella zolfara siciliana mi è venuta in mente una mattina di dicembre del 2007 nel Duomo di Torino, al funerale degli operai della ThyssenKrupp che avevano avuto la “fortuna” di morire subito bruciati, mentre per altri loro compagni l’agonia era durata settimane, o addirittura mesi.

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24.05.16
Il caso
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Espulsa. Nata da genitori italiani e cresciuta fino all’età di dodici anni nel Luganese, rientrata in Svizzera nel 2009, dovrà lasciare il paese entro il 30 giugno. Lei e suo figlio di venti mesi, svizzero.

È la triste storia, e per molti versi assurda, di Francesca (nome di fantasia) di cui avevamo scritto nell’articolo correlato. L’intimazione ad abbandonare la Svizzera le è arrivata dall’Ufficio della migrazione nei giorni successivi all’uscita dell’articolo. Lo stesso ufficio cantonale che da due anni le stava trattenendo il permesso di dimora (B) senza fornire spiegazioni alla diretta interessata.

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11.05.16
Ticino
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Che cosa hanno in comune un politico russo, un imprenditore salvadoregno, un magnate kazako e un presunto 'ndranghetista italiano? Tutti quanti hanno investito nell'immobiliare in Ticino. Perché lo hanno fatto? Non lo sappiamo con certezza. Certo è che gli investimenti immobiliari in Svizzera sfuggono ai controlli: il settore non è sottomesso alla Legge federale sul riciclaggio di denaro (Lrd). La Svizzera lava più bianco, accusava 26 anni fa Jean Ziegler in un libro che denunciava il sistema bancario elvetico, complice di un colossale sistema di riciclaggio. Oggi uno dei migliori detersivi per chi vuole sbiancare capitali sono invece terreni e immobili. Anche il Ticino non è immune dal fenomeno. Vediamo qualche caso che, pur senza strascichi penali, pone qualche interrogativo.

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11.05.16
Ticino
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La nuova pianificazione ospedaliera apre giuridicamente le porte all’Ente ospedaliero cantonale che potrà creare società anonime e assumere partecipazioni con il privato. Una mossa alquanto pericolosa per la popolazione che rischia di ritrovarsi con una sanità fondata su logiche di mercato e non sulle cure eque a ogni cittadino.

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11.05.16
Italia
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Sono 1.173 le donne e gli uomini in Italia ammazzati da un lavoro sempre meno tutelato e sicuro nel 2015, il 16% in più rispetto all’anno precedente. È una preoccupante inversione di tendenza dopo alcuni anni “virtuosi” che avevano registrato un calo delle vittime; e sono aumentate anche le malattie professionali. Eppure, nello stesso periodo le denunce di infortuni sono diminuite.

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11.05.16
Secondo pilastro
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È una visione «spaventosa» quella che viene offerta dal panorama delle casse pensioni svizzere. A dirlo è il presidente dell’Unione sindacale svizzera (Uss), Paul Rechsteiner, riferendosi in particolare alla condizione in cui verranno a trovarsi tra pochi anni i lavoratori ormai prossimi al pensionamento. A causa dei tassi di conversione sempre più bassi per le prestazioni sovraobbligatorie, le future pensioni del 2° pilastro diminuiranno in una misura «inimmaginabile fino a poco tempo fa».

L’Uss ha perciò lanciato l’allarme, avvertendo che per compensare questa tendenza alla riduzione sarà inevitabile migliorare le prestazioni dell’Avs.

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20.04.16
La vignetta
© Vauro 2016

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