L'editoriale
Ccl Vendita, chi ci guadagna e chi ci perde
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Dalla bozza di contratto della vendita in Ticino escono molti vincenti e alcuni perdenti. La grande distribuzione si colloca senza dubbio fra i primi, ottenendo orari prolungati e festivi senza neanche una minima contropartita. I piccoli commercianti invece una cinquantina di franchi d’aumento li hanno concessi. Ci auguriamo che quegli orari prolungati non si traducano nel suicidio della categoria, consegnata di fatto al concorrente naturale, i centri commerciali e la grande distribuzione. Sul piano politico, il consigliere di Stato Christian Vitta passa per colui che è riuscito là dove altri hanno fallito. Se poi il risultato sia un passo avanti di società, vi è da dubitarne fortemente.
Tra i vincenti bisognerebbe forse annoverare anche l’Ocst. Abdicando allo scopo principe di un sindacato della difesa degli interessi dei lavoratori, ha preferito allinearsi ai desiderata padronali pur di avere un contratto e, di riflesso, le quote sindacali. A passare alla cassa saranno le venditrici e i venditori, mentre le aziende approfitteranno di prezzi discount. Ci spieghiamo.

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30.06.16
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L'ultima edizione

30 Giugno 2016
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Ultime rubriche

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L'inchiesta
E secondo gli esperti i casi di cancro polmonare asbesto-correlati sono sottostimati. Studi italiani sugli ex lavoratori Eternit confermano

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L'anno scorso in Svizzera sono state vendute 66'332 biciclette elettriche e 112'244 mountainbikes, nelle nostre case vivono 1,35 milioni di gatti, 500 mila cani e 4,5 milioni di pesci, mentre nelle aziende agricole elvetiche si contano 1'554'319 bovini e 1'495'737 suini. Il lettore si tranquillizzi: chi scrive non è caduto in uno stato di confusione mentale. Questo elenco di dati ci serve solo per sottolineare quanto a fondo si possa spingere la ricerca statistica e soprattutto per rilevare come in Svizzera sia per contro estremamente complesso fare luce su una questione ben più importante come per esempio la tragedia dell'amianto: mentre per scoprire le curiosità citate in entrata bastano cinque minuti di tempo e un paio di click sul nostro computer, per stabilire il numero più o meno esatto di persone che sono morte e continuano a morire a causa della fibra killer si deve passare per un percorso a ostacoli.

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29.06.16..

Dossier

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Il caso
Il sociologo Jean-Pierre Tabin sulla campagna anti-mendicanti: nessun crimine organizzato

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Basta pezzenti! Per carità, chi è nel bisogno va aiutato, ma non foraggiamo le bande malavitose organizzate che si servirebbero di questi poveri disgraziati per ingrassare la propria filiera. È questa la relazione, accattoni e criminalità, su cui si fonda la campagna di “sensibilizzazione” lanciata da Municipio e Polizia comunale di Lugano affiancati nell’operazione da fra Martino Dotta e da un’antenna di Soccorso operaio. Per il sociologo Jean-Pierre Tabin i manifesti utilizzati per il battage veicolano i luoghi comuni sull’accattonaggio con lo scopo di criminalizzarlo, scoraggiando la popolazione a versare denaro, in modo di creare una sorta di monopolio statale.

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29.06.16..
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Svizzera
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Le persone condannate a morte per essere state esposte in Svizzera alle polveri di amianto (sul luogo di lavoro o altrove) e i loro familiari otterranno un sostegno finanziario tramite un Fondo che sarà costituito nei prossimi mesi.

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29.06.16
Elezioni USA
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Le campagne elettorali Usa sono momenti speciali. Specie se il risultato non è scontato o se, per qualche ragione l'attenzione alla politica si accende. Il 2016 verrà ricordato per risultati scontati che non lo furono, la vittoria di Hillary Clinton e quella di Jeb Bush, e per candidati che a sorpresa ottengono risultati che chiunque considerava fuori dalla loro portata. Il trionfo di Donald Trump e il clamoroso risultato di Bernie Sanders sono due sorprese enormi per chiunque si occupi di politica americana.

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29.06.16
Italia
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Oggi persino le ancelle e i giullari cominciano a prendere le distanze da re Matteo, già cantato come invincibile uomo della Provvidenza. Gli editorialisti del pensiero unico avanzano timidamente critiche a Renzi ma non a sé stessi, anzi fingono di essere stati sempre critici e autonomi.

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29.06.16
Criminalità
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A pensare male ci si azzecca. Già, perché quello che emerge  dai recenti scandali – come quello che ha travolto la Bsi in Malaysia – è un quadro che i più critici avevano già chiaro in testa: le banche svizzere sono ancora focalizzate su operazioni a rischio riciclaggio. Eppure, da qualche tempo, il discorso dominante è quello di un sistema cambiato, stravolto dagli accordi internazionali e dalla fine del segreto bancario. Un sistema nel quale è ormai impossibile sgarrare. E i soldi dei dittatori? Tranquilli: la Svizzera si è dotata della migliore legge al mondo al riguardo. Poi, scoppia la primavera araba e salta fuori che i vari Ben Ali, Mubarak e Gheddafi avevano i milioni in Svizzera. Le multe pagate negli Stati Uniti? Attenzione: si tratta di una questione prevalentemente politica. E poi erano soldi evasi al fisco. Niente di grave, quindi. E la lista Falciani, che, oltre al denaro degli evasori, ha messo in luce i conti svizzeri di terroristi, trafficanti d’armi e politici corrotti? Relativizziamo: è solo la Hsbc, una banca nota per giocare sporco. E  i recenti scandali, Petrobras, 1Mbd, Fifa eccetera? «Non  si può più dire che è una banca, qua e là, che si comporta male: i casi sono troppi, ogni volta che emerge un grave fatto di corruzione internazionale vi è un addentellato in Svizzera» esclama Olivier Long­champ, esperto di finanza e corruzione per l’Ong  Dichiarazione di Berna.

 

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09.06.16
Europa
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È una Francia in grande difficoltà che ospita, da oggi, l’Euro di calcio. Il paese è in stato d’emergenza, la paura di attentati rimane dopo i massacri del 2015, la Francia è considerata dai servizi segreti il paese più minacciato al mondo. Il prefetto di polizia, Michel Cadot, ha ottenuto dal governo un sensibile rafforzamento della presenza di poliziotti a Parigi, allo Stade de France a Saint-Denis ma soprattutto per la “fan zone” del Champ-de-Mars, sotto la Tour Eiffel, area reputata vulnerabile. Le inondazioni sono finite, ma i danni sono visibili e gli effetti si fanno ancora sentire nella vita quotidiana, a Parigi, per esempio, solo nel fine settimana la Rer C – la rete ferroviaria regionale che attraversa l’agglomerato di Parigi –- dovrebbe tornare a circolare normalmente, nei dintorni della capitale molte cittadine sono in ginocchio. 

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09.06.16
Vendita
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È definitivamente fallito il tentativo di imporre a tutti i Cantoni un’ennesima estensione degli orari dei negozi: il progetto di legge federale che mirava ad “armonizzare” le aperture dalle 6 del mattino fino alle 8 di sera sull’intero territorio nazionale, “figlio” di una mozione del senatore ticinese Filippo Lombardi, è infatti stato affossato lunedì dal Consiglio degli Stati. Si tratta di una decisione presa essenzialmente nel nome del federalismo, ma che rappresenta anche una vittoria per molte lavoratrici e molti lavoratori del commercio al dettaglio, un settore già fin troppo liberalizzato e povero di regole e garanzie a tutela del personale che certo non ha bisogno di un ulteriore allentamento normativo.


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09.06.16
Parità
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Quando nel 1976 la Commissione federale per le questioni femminili diventò operativa, le donne sposate necessitavano ancora del consenso del marito per esercitare un’attività lucrativa. Non esistevano statistiche sulla discriminazione salariale e le donne vittime di violenza domestica non godevano di alcuna protezione. Sembra Medioevo.  Ma anche 30 anni dopo c’è ancora tanta ma tanta mancanza di uguaglianza, vale a dire ingiustizia, che fa male, indigna e offende tutte le donne (e forse anche gli uomini). E questo nonostante quest’anno si festeggi il ventesimo dell’introduzione dell’articolo che a parole sancisce l’uguaglianza e la parità salariale fra donne e uomini. Che dovrebbero avere gli stessi diritti. Per ora solo a parole, perché a Berna la revisione della legge è stata stralciata dal programma di legislatura 2016-2019.

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09.06.16
Nuova ferrovia transalpina
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Il primo colpo di piccone alla realizzazione della galleria più lunga del mondo sotto le Alpi svizzere fu dato da minatori sudafricani. E fu subito dumping. Nel 1999 la metà dei 140 operai che scavò il pozzo che scendeva 800 metri nelle viscere delle montagne grigionesi per creare la stazione intermedia di Sedrun, era alle dipendenze della Shaft Sinkers Ltd di Johannesburg.

Quei lavoratori sudafricani ricevevano un terzo in meno (circa mille franchi )del salario minimo decretato d’obbligatorietà dal contratto nazionale. Inizialmente l’impresa sudafricana giurava di pagare correttamente i suoi operai, rifiutandosi di mostrare le carte che lo provassero. Dopo lunghe insistenze dell’allora Sindacato edilizia e industria (poi confluito in Unia), la verità venne a galla. Si scoprì così che il dumping complessivo a beneficio dell’impresa sudafricana ammontava a 640.000 franchi. Un importo che fu poi restituito ai legittimi proprietari, gli operai.

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24.05.16
La vignetta
© Vauro 2016

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