L'editoriale
Il Ticino non discrimina, ma si tutela come può
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Il Ticino “strapazza” il federalismo, “discrimina”, pratica del “protezionismo alla Donald Trump”, “viola le norme sulla libera concorrenza”, insomma pare essere tornato al “Medioevo”. Sono i toni usati da alcune organizzazioni economiche della Svizzera tedesca, fortemente irritate dai nuovi obblighi imposti dalla Legge sulle imprese artigianali (Lia) in vigore in Ticino dal 1° febbraio 2016, che impone a tutte le ditte del settore che operano sul territorio cantonale a iscriversi a un albo e a versare una tassa di registrazione di 600 franchi. “Tutti contro il Canton Ticino”, sintetizzava qualche giorno fa il quotidiano zurighese Tages Anzeiger in un lungo articolo che dava voce agli scontenti.
Sono reazioni da un lato certamente esagerate, in parte anche offensive, ma dall’altro estremamente interessanti, perché danno la misura di quanto poco siano conosciute nel resto del paese le gravi problematiche che investono il mercato del lavoro in Ticino.

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08.02.17
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L'ultima edizione

8 Febbraio 2017
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Ultime rubriche

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Lavoro
Insieme a Matteo Centonze (Ecsa), il capo della City Carburoil tenta di affossare il Ccl nazionale per il personale degli shop

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Uno stipendio di 3.600 franchi lordi al mese è appena sufficiente per vivere in Ticino. Non la pensano così la famiglia Centonze e Cattaneo, rispettivamente Ecsa e City Carburoil, che hanno fondato un’associazione per evitare che quel salario minimo entri in vigore. «Fronteggiare il Ccl nazionale dei negozi delle stazioni di servizio in Svizzera». Chiaro e diretto lo scopo dell’Associazione ticinese dei gestori delle stazioni di servizio. Impedire l’obbligo di pagare stipendi di 3.600 franchi lordi mensili in Ticino, scaturiti dal recente accordo tra partner sociali a livello nazionale. L’associazione ticinese è composta da diciassette membri, che insieme gestiscono circa la metà delle stazioni di servizio presenti nel cantone. L’altra metà dei gestori ticinesi non vi ha aderito, intuitivamente perché già paga stipendi in linea con il Ccl previsto.

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08.02.17..
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Svizzera
Aumenta il numero di donne che al termine del congedo maternità non trova più un'occupazione

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Essere donna e lavoratrice è spesso ancora un percorso ad ostacoli, se poi a questo si aggiunge il diventar madri, i giochi si complicano ulteriormente, lo conferma pure l’Ufficio federale di statistica in uno studio del 2016. Sono sempre di più i casi segnalati agli uffici per le pari opportunità di donne che han dovuto lasciare il lavoro a causa della maternità, un fenomeno che tocca tutta la Svizzera e tutti i settori. Le statistiche dicono che nel 2015, circa quattro madri su cinque erano professionalmente attive in Svizzera, di queste, quattro quinti lavoravano a tempo parziale. Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica (Ufs), il nostro paese ha conosciuto un aumento importante delle lavoratrici nel corso degli ultimi 25 anni e oggi la presenza delle donne sul mercato del lavoro è una delle più alte a livello europeo, anche se la discriminazione sessuale è ancora ben radicata

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08.02.17..
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Maxi tangente ENI
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Più volte in passato la Eni ha utilizzato la Svizzera per le sue operazioni occulte. Già negli anni ‘80 e ‘90 il gruppo petrolifero controllato dallo Stato italiano si è servito di banche e società elvetiche per oliare gli ingranaggi delle commesse internazionali e per negoziare affari con paesi in guerra e regimi dittatoriali. Dalla Confederazione venivano anche gestiti i fondi neri che poi sono finiti nelle tasche dei top manager e dei referenti politici in Italia. In epoca più recente l’operato della Eni non sembra essere guarito dal morbo che da sempre attanaglia il mondo del petrolio.

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08.02.17
Gli Usa di Trump
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Una raffica di ordini esecutivi pensati e scritti male, una serie di gaffes e sparate fuori luogo che di presidenziale non hanno nulla – ma rischiano di peggiorare malamente lo status degli Stati Uniti nel mondo – una polemica costante con i media, «principale partito di opposizione» e, quando questi sono intervenuti a ricordargli i limiti dei poteri presidenziali, con i giudici. La presidenza Trump è cominciata male, ma non c’è da stupirsi: da bravo “non-politico”, il presidente a sorpresa degli Stati Uniti sta più o meno facendo quanto promesso in campagna elettorale e lo sta facendo con lo stile tenuto nei mesi in cui cercava voti invece di governare.

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08.02.17
L'intervista
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In più di duemila hanno scritto la parola libertà di stampa. Il direttore, il vicedirettore, il caporedattore e la giornalista del settimanale il caffè sono stati denunciati dalla clinica Sant’Anna e dal Gruppo Genolier, di cui la struttura fa parte, per le inchieste condotte dal giornale su un grave errore clinico avvenuto nel centro di Sorengo. Al settimanale accusato di diffamazione e concorrenza sleale non vengono contestati errori o imprecisioni, ma si rimprovera la pubblicazione stessa dell’inchiesta giornalistica. Il fatto di averne scritto troppo diffusamente. Se l’interesse pubblico dell’inchiesta è lampante, la vicenda solleva domande altrettanto essenziali sullo stato di salute della libertà di stampa nel nostro Cantone. Ne abbiamo parlato con Bruno Giussani, ticinese di fama internazionale, che ha firmato l’appello lanciato a sostegno del lavoro dei redattori del caffè.

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25.01.17
Nuova frontiera dello sfruttamento
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La squadra di ricercatori della Supsi ha un obiettivo ambizioso: diradare il nebuloso mondo dell’ultima frontiera delle forme di lavoro, quello gratuito. E vorrebbe raccontare le storie dei suoi protagonisti oggi invisibili nelle statistiche ufficiali. Per farlo, ha bisogno di voi. «Attraverso il sito internet e il forum, vorremmo dar voce a chi ha avuto esperienze di lavoro gratuito o sottopagato, perché raccontino il proprio vissuto positivo o negativo che sia. Ma non solo. Dal punto di vista metodologico, questa modalità è uno strumento per far emergere realtà oggi invisibili, che non appaiono statisticamente perché non sono stati concepiti dei sistemi per censirli e quantificarli» spiega ad area Pasqualina Cavadini, una delle ricercatrici Supsi responsabile del progetto.

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25.01.17
Eternit bis
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Stephan Schmidheiny era perfettamente a conoscenza dei rischi dell’amianto e dunque sapeva che i lavoratori, respirando le polveri, avrebbero corso il rischio di ammalarsi e di morire.

Partendo da questa constatazione, peraltro supportata da un ingente materiale probatorio, la Procura di Torino nelle scorse settimane ha presentato appello alla Corte di cassazione contro la decisione del 29 novembre 2016 del giudice dell’udienza preliminare (Gup) Federica Bompieri, che nell’ambito del processo Eternit bis aveva derubricato l’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo, provocando così (per una questione di competenza territoriale) il frazionamento del procedimento in quattro tronconi, a dipendenza del luogo di residenza delle 258 vittime in oggetto.

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25.01.17
No ai tagli il 12 febbraio!
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Il prossimo 12 febbraio saremo chiamati a votare su tre misure previste dal Cantone per contenere i costi del 2017 e contro le quali erano stati lanciati altrettanti referendum. Le conseguenze se questo ennesimo attacco alla socialità ticinese dovesse avere la meglio. Con la manovra di risanamento delle finanze cantonali (tagli) votata dalla maggioranza del Parlamento sono state introdotte due modifiche di legge che, se entreranno in vigore, penalizzeranno ancora una volta le fasce più deboli della popolazione.

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25.01.17
L'intervista
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Barbara Spinelli è stata espulsa dalle autorità turche nella notte tra il 13 e il 14 gennaio scorso. L’avvocata, impegnata da anni nella difesa dei diritti delle donne turche e della minoranza curda, era diretta ad Ankara per prendere parte ad un convegno sugli effetti dello stato di emergenza sul sistema giuridico turco. «Mi hanno fermata in aeroporto. Sono stata rinchiusa in una stanza con tre poliziotti. Qui mi hanno comunicato l’espulsione. E che avrei dovuto prendere il primo volo disponibile per l’Italia», ha dichiarato ad area Barbara Spinelli.

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25.01.17
Italia
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Bisogna inorgoglirsi o vergognarsi di essere italiani? Due sentimenti opposti in questo caso si tengono insieme perfettamente, potrebbe sembrare un paradosso ma non lo è. Orgoglio per l’Italia della solidarietà, abitata dai pescatori di Lampedusa che salvano i migranti africani sopravvissuti a guerre, fame, mercanti di uomini e alle onde e ai gorghi del Mediterraneo.

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25.01.17
La vignetta
© Corrado Mordasini 2017

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