L'editoriale
Anche la polizia rispetti i diritti dell’uomo
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“Sono solo poche mele marce in un sistema sano”. Di solito gli episodi incresciosi (anche della peggior specie) che coinvolgono agenti di polizia vengono “liquidati” con troppa faciloneria dai loro superiori e dai politici responsabili della sicurezza pubblica. Pensiamo in particolare al «numero considerevole di casi di soprusi commessi dalla polizia» che hanno una connotazione razzista o xenofoba e che oltretutto «spesso rimangono impuniti», come denunciava già una decina di anni fa l’allora relatore speciale dell’Onu sulle forme contemporanee di razzismo, raccomandando alla Svizzera un’«educazione più esaustiva» dei poliziotti «nel campo dei diritti dell’uomo, così da permettere loro di applicare le norme universalmente riconosciute in materia di diritti dell’uomo nel loro lavoro quotidiano».

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04.02.16
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L'ultima edizione

4 Febbraio 2016
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Ultime rubriche

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Socialità
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Escluse 400 famiglie (un centinaio monoparentali) dalle misure di sostegno ai nuclei familiari a basso reddito

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«Dopo tanti anni che vivo qui, per la prima volta non mi sento integrato. Sento di esser considerato, e trattato, come un cittadino di serie B». È l’amara constatazione a cui giunge un lettore di area dopo aver ricevuto a gennaio dal Cantone l’improvvisa lettera relativa all’assegno famigliare. «Da nostre informazioni, rileviamo che lei e la coniuge siete in possesso di un permesso B. (…) Pertanto a decorrere dal 1° gennaio 2016 non sussistono più i presupposti per poterle riconoscere il diritto all’assegno integrativo».
È solo una delle 400 famiglie vittime della modifica di legge sugli assegni integrativi e di prima infanzia inserita tra le pieghe del preventivo cantonale 2016 approvato dal Gran Consiglio il 16 dicembre scorso. Tra queste, un centinaio sono le famiglie monoparentali, secondo quanto comunicato ad area dai servizi cantonali competenti.

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04.02.16..
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Vendita
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Gli interessi della grande distribuzione e quelli dei piccoli commerci

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«Se vogliamo salvare i commerci è indispensabile una liberalizzazione mirata degli orari. Deve essere il singolo commerciante, che conosce bene il giro dei suoi affari, a decidere se tenere aperto la sera o nei giorni festivi», così si esprimeva, sulle colonne de il Caffè, Enzo Lucibello, presidente della Disti, l’associazione della grande distribuzione. E il discorso, in questa campagna sul referendum promosso da Unia contro la nuova legge cantonale sugli orari d’apertura dei negozi, in votazione 28 febbraio, è sempre questo: il prolungamento degli orari sarebbe la condizione unica per salvare il commercio in Ticino. Ma di che commercio parla, il signor Lucibello? Sabato 30 gennaio sui quotidiani ticinesi è apparso un appello, sottoscritto da 300 piccoli commercianti, che si dichiarano contrari all’apertura prolungata dei negozi.

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04.02.16..
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Lavoro
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Uno ha un lavoro e pensa di aver trovato l’America. Ma l’Eldorado non esiste neppure in Svizzera. Non c’entra che hai lavorato per 30 anni qui e nessuno ti può accusare di aver rubato qualcosa. Ma puoi trovarti veramente nei guai se a un certo punto subisci un infortunio e devi confrontarti con due normative e sistemi giuridici diversi. Hai lavorato, pensavi di essere al riparo, e all’improvviso resti per anni senza un soldo in tasca. L’odissea di Pasquale continua. Un’altra sentenza stabilisce che non ha diritto all’indennità Ai.

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04.02.16
Esteri
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Come le donne di Almodóvar, la Spagna dopo le elezioni del 20 dicembre è sull’orlo di una crisi di nervi.
L’ipotesi di una Spagna “alla greca” è stata sventata. Una forsennata campagna politico-mediatica ha impedito a Pablo Iglesias (“populista”, “comunista”, “chavista”, “insolente”, “nichilista”, “golpista”…) di essere l’Alexis Tsipras iberico e a Podemos, il partito sorto sull’onda del movimento degli “indignati”, di diventare il Syriza spagnolo.


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04.02.16
Votazione federale
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La votazione sul raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo del 28 febbraio prossimo è un grande imbroglio? La domanda è legittima non tanto per le argomentazioni sostenute dai fautori del secondo tunnel, sulle quali si può dissentire o convenire, quanto piuttosto per le riflessioni che la prassi della politica ispira e per i dubbi che suscitano le “capriole” dell’Ustra (l’Ufficio federale delle strade) sull’urgenza del risanamento della galleria, nonché per le recenti pratiche nella regolazione del traffico ai portali sud e nord della galleria.


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21.01.16
Fisco e lavoro
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Sede di importanti aziende della moda, il Ticino ha approfittato delle enormi ricadute fiscali generate da questo settore. In un recente rapporto, l’ong Dichiarazione di Berna (Db) parla di «cannibalismo fiscale», sostenendo che questi benefici siano stati garantiti dalle pratiche di ottimizzazione aggressiva sostenute dal Cantone. Facciamo una panoramica della situazione, in un contesto in cui gli statuti speciali fiscali di cui godono le multinazionali sono destinati a scomparire.


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21.01.16
Il reportage
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Accostiamo l’auto sulla minuscola piazzola posta a margine di una strada sterrata senza nome, poco lontano dal villaggio di Skočić e dalla carrabile per Zvornik. Siamo in Repubblica Srpska, entità territoriale della Bosnia ed Erzegovina a maggioranza serba. Poco più a valle osserviamo il corso della Drina, e più in là i primi centri urbani della Repubblica di Serbia. Attorno a noi si estende un minuscolo agglomerato di case abbandonate, in gran parte ricoperte da vegetazione spontanea fuori controllo.
Arriviamo da Tuzla assieme a Zijo Ribić, unico superstite di una famiglia di “rom neri”, musulmani, distinti dai ‘rom bianchi’ di fede ortodossa. «Questa è casa mia, ci vivevo con i miei genitori, le mie sorelle e il mio fratellino», spiega, soffermandosi su un edificio ormai fatiscente, oltre il ciglio della strada.

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21.01.16
Turchia
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Digitando nell’archivio del Corriere della Sera la parola «Cizre», l’articolo più recente risale al 2005. Qualche notizia più fresca la si trova nell’archivio di Repubblica, il secondo quotidiano d’importanza nazionale italiano. Vi si trovano quattro articoli, uno del 7 gennaio, un reportage di novembre e un articolo riassuntivo in vista delle elezioni turche di novembre. Eppure a inizio settembre, i 120.000 abitanti di Cizre sono rimasti isolati per 9 lunghi giorni, senza luce, senza acqua e senza gas. Impossibile approvvigionarsi di cibo o medicinali. Le farmacie e panifici erano chiusi, i cecchini sui tetti pronti a sparare, le ambulanze ferme ai posti di blocco esterni alle città, gli ospedali inaccessibili. Uno “stato di coprifuoco”, così definito dal governo turco di Erdogan, in cui sono morte 22 persone. Nessun media mainstream di lingua italiana ha riportato questi fatti, salvo rare eccezioni.

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21.01.16
Esteri
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«Vogliono farci credere che il terrorismo dell’Isis sia un fenomeno islamico, inquietante ma estraneo. È una falsità, un’ipocrisia dell’Occidente: l’Isis è stato creato dall’Occidente e dagli Usa, e siccome non è una creatura autonoma dev’essere analizzato come effetto di una strategia ad ampio raggio». Per chi non si accontenta della verità propinata dal pensiero unico, una chiacchierata con Giulietto Chiesa può essere stimolante. Scrittore, giornalista militante (l’abbiamo intervistato alla vigilia di una mobilitazione contro la Nato di cui è tra i promotori) con una lunga storia da inviato e corrispondente nell’Urss e poi in Russia, Chiesa “fa scandalo”, cita Marx, rimanda il lettore al passato ricordando il ruolo della Trilateral o della P2 di Gelli per leggere il presente. Da qui le accuse un po’ facili di dietrologia.

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21.01.16
Vendita
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Chiara è una giovane venditrice italiana che abita a pochi chilometri al di là del confine svizzero. Sa che cosa significa lavorare in un regime di flessibilità. Anzi, per dirla con lei, essere costretta a lavorare in un «situazione selvaggia».  Chiara è commessa in una grande catena internazionale di moda: «Ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze del pacchetto “salva Italia” creato dal governo Monti nel 2012. Un provvedimento che di fatto ha liberalizzato il terziario in maniera compulsiva: non sono state messe regole, ma tolte tutte quelle che c’erano» spiega la donna. E se togli le regole, vai a toccare i diritti e le conquiste dei lavoratori. Chiara, che si definisce ancora fortunata in quanto la sua realtà è sindacalizzata, descrive precisamente la situazione italiana: «Lavorare tutti i giorni, sempre, continuamente, di giorno e di notte. La domenica e il 25 dicembre i negozi devono restare aperti come se fosse la ricetta magica per ogni male. Ci hanno detto così si faranno ripartire i consumi, si creeranno posti di lavoro. Non è accaduto nulla di tutto ciò».

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16.12.15
La vignetta
© Corrado Mordasini

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