Il commento
Ma di quale civiltà parliamo?
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Attenzione, stato d’allerta, c’è una guerra di civiltà in corso. E come in ogni (scontato) copione che si rispetti da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi. I buoni? Non vorremmo lustrarci troppo i galloni e gonfiarci il petto come pavoni, ma la civiltà pare che stia proprio da questa parte del mondo. Del resto non siamo tutti Charlie? Je suis Charlie, io sono l’Occidente, io sono i diritti, la libertà di stampa, d’espressione, il rispetto delle donne e bla bla. Io sono figlio dell’Illuminismo, ma anche delle tratte degli schiavi, dell’eliminazione degli Indios, delle camere a gas. Io però sono la modernità e voi siete dei barbari.

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Pubblicato il

29.01.15
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L'ultima edizione

29 Gennaio 2015
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Ultime rubriche

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La vittoria di Syriza
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Alexis Tsipras è il primo Primo ministro contro l'austerità; da subito il ripristino dello stato sociale; una lezione alla sinistra europea

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Con una storica vittoria il leader della sinistra radicale greca Alexis Tsipras è diventato in Europa il primo Primo ministro contro l’austerità, la Troika – l’organismo di controllo informale costituito da rappresentanti della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale – e i Memorandum nel paese che è stato usato come cavia di laboratorio dalla Germania e il neoliberismo per travolgere gli equilibri sociali postbellici nel vecchio continente. Tsipras ad Atene punta su nuove alleanze aspettando la vittoria di Podemos in Spagna e di Sinn Fein in Irlanda mentre dalla parte della socialdemocrazia europea e dai paesi governati da socialisti e democratici, come la Francia e l’Italia, alcuni di loro pensano di salire nel carro del vincitore.

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29.01.15..
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Il caso
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Oggi fallisce, domani riapre: ecco perché la legge è inadeguata

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Il menu dei lavoratori dipendenti è sempre il medesimo, un piatto di miseria. Raccontiamo la storia di un imprenditore, che chiameremo Dog, perché ben rappresenta la facilità con cui è possibile far fallire una ditta, riaprirne un’altra, farla fallire e riaprirne una successiva. Una catena ininterrotta, a cui nessuno pare possa porre fine. Il tutto lasciando considerevoli debiti a fornitori vari e malcapitati dipendenti. È una caso esemplare di quanto la legge sia inadeguata ai tempi attuali.

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29.01.15..
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Dopo Charlie Hebdo/1
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In Svizzera la presenza di comunità musulmane non è nuova, relativamente nuova è invece la problematizzazione di questa presenza da parte dei partiti di destra che fanno leva sulle paure dei cittadini per accaparrarsi voti. Chi sono, quanti sono e come vivono i musulmani in Svizzera, anche alla luce delle tensioni sorte nell’ultimo decennio?

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29.01.15
Dopo Charlie Hebdo/2
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La Francia si riprende poco per volta dal trauma degli attacchi terroristici e dei 17 morti del 7-9 gennaio. Il governo ha delineato le prime risposte per difendersi da quella che il primo ministro, Manuel Valls, ha chiamato “guerra”. Una battaglia che ha promesso di voler combattere su due fronti: quello, più immediato, della sicurezza, viste le “falle” che sono venute alle luce nei servizi di intelligence, e quello, ben più impegnativo e di lungo termine, per uscire dalla situazione che Valls non ha esitato a definire di “apartheid” in cui si è rinchiuso il paese, con la crescita di ghetti sociali e scolastici.

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29.01.15
Dopo Charlie Hebdo/3
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L’uccisione a sangue freddo in casa loro, la redazione parigina, dei fumettisti di Charlie Hebdo, Georges Wolinski, Jean “Cabu” Cabut, Stéphane “Charb” Charbonnier, Bernard “Tignous” Verlhac, Philippe Honoré e dell’economista Bernard Maris può essere interpretata come un passo avanti nella mediatizzazione del terrore. Gli uomini che hanno fatto irruzione nella redazione parigina erano ben addestrati e motivati da odiosi sentimenti di rivalsa per i toni anti-islamici e blasfemi delle vignette del giornale.

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29.01.15
Sanità
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La buona notizia è che negli ultimi otto mesi nella Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio per i casi più difficili non si è ricorso alla pratica di legare i pazienti al letto. «Sono state trovate soluzioni alternative» spiegano a Pro mente sana, fondazione attiva sul territorio per il rispetto dei diritti dei pazienti con queste problematiche. Ma in Ticino c’è ancora parecchio da fare, a partire da un cambiamento culturale nei confronti dei cosiddetti “matti”...  E ancora: investimenti per potenziare il personale degli istituti di cura e creare nuovi foyer e appartamenti protetti.


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18.12.14
Fiduciari
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Il doppio incarico suscita perplessità sull’eventuale conflitto d’interessi. In discussione non è l’uomo, ma la credibilità dell’autorità. Gli uomini passano, le istituzioni restano. Ne parliamo col diretto interessato.

 
 

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18.12.14
Vendita
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Buone condizioni di lavoro contribuiscono alla soddisfazione e alla motivazione dei lavoratori ed influenzano positivamente il successo economico di un’azienda. Ciò vale anche nel commercio al dettaglio, dove un buon ambiente di lavoro migliora la produttività del personale, mentre le cattive condizioni fanno crescere le assenze per malattia. Per tale ragione il miglioramento delle condizioni di lavoro in questo particolare ramo economico è uno degli obiettivi centrali del sindacato Unia.


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18.12.14
Italia
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La trojka ordina tagli alla spesa, giù le pensioni, nuovo blocco di salari e turnover per i dipendenti pubblici, sforbiciate a sanità e istruzione. Renzi, premier italiano alla guida del semestre europeo (ma chi se n’è accorto?), esegue. Ci sarà una ragione se continua il crollo della domanda interna? Disoccupazione sopra il 13%, sarebbe più alta se fosse già operativa la nuova disciplina degli ammortizzatori sociali, un giovane su due è senza lavoro.


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18.12.14
Fiduciari
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La saga giudiziaria di Davide Enderlin Junior tiene banco da mesi nelle cronache locali. E accende i riflettori sulla nebulosa piazza parabancaria ticinese, sulle sue criticità, sulle strane relazioni professionali e quei silenzi che paiono complici. Inquisito e arrestato in Italia con l’accusa di aver svolto un ruolo da intermediario nel riciclaggio di 22 milioni di euro, Enderlin è indagato pure dalla Procura ticinese per l’ipotesi di aver sottratto denaro ai suoi clienti e di malagestione nel fallimento dell’azienda Pramac di Riazzino.

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04.12.14
La vignetta
2015 © Vauro

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