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«Chi ero io? Ol rotàm Giacomin. Un rottame e come me lo erano anche tutti i miei colleghi. Così ci chiamava il nostro “padrone” per toglierci il valore di essere umani e al contempo la dignità». Lavoro tanto, da sfinimento, quasi da sentirsi scoppiare, come su un ottovolante che corre all’impazzata e da cui non si può mai scendere.«Lavoravo dal lunedì al lunedì» ci confida Giacomino.
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L’ipotesi è da brivido. Lavorando alla produzione di farmaci destinati alle cure oncologiche, ci si ammala per colpa della scarsa sicurezza in cui operano.
L’Orto di Muzzano si fregia dello statuto di azienda sociale e per questo è foraggiato e concimato a suon di bigliettoni di franchi da parte del Cantone. Il Cairello di Manno è un agriturismo che dovrebbe portare in tavola cibi freschi e genuini. La Mondino SA è la società che vende i prodotti ortofrutticoli, coltivati appunto a Muzzano da detenuti e persone in difficoltà sociale. I più grandi clienti in Ticino sono Manor e Migros. D’accordo, ma che cosa lega Orto, Cairello e Mondino? Enzo Crotta, il patron di tutto l’ambaradan, contro il quale martedì scorso è stata depositata al Ministero pubblico una denuncia penale per «maltrattamento, falsificazione di documenti e lavoro nero».
«Per anni è stato più bravo Stephan Schmidheiny a nascondersi, grazie anche all'attività di depistaggio. Ma alla fine, grazie anche alle vittime dell'Eternit e alle loro famiglie, siamo riusciti a capire che quell’immane disastro causato dall’amianto aveva un'unica regia. Dietro c’era la proprietà». Prendendo per l'ultima volta la parola dinnanzi alla Corte d’appello di Torino che lunedì 3 giugno emetterà la sentenza, settimana scorsa il procuratore Raffaele Guariniello ha nuovamente saputo riassumere con grande efficacia la storia del processo per la strage italiana dell’Eternit e delineare con chiarezza le responsabilità degli imputati, il barone belga Jean Louis de Cartier de Marchienne e il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny.
Lugano, centro città, quella stessa zona dove – lo dichiarava di recente con un certo orgoglio un'immobiliarista alla trasmissione della Rsi Falò – il costo di un appartamento può raggiungere quello di uno a New York con vista sul Central Park. Negozi, banche, bar e, su un marciapiede, un uomo che offre un servizio dal prezzo in controtendenza rispetto a quelli esposti nelle vetrine. È un lustrascarpe, si chiama Michael ed è stato nelle scorse settimane oggetto di attenzione da parte della stampa locale.
Molto, ormai quasi tutto, si può dire di Silvio Berlusconi ma certo non che manchi di perseveranza e tenacia, a dispetto della non più giovanissima età. Una perseveranza ostentata soprattutto nelle cause perse. Non sorprende quindi che alla vigilia della requisitoria per il processo Ruby in cui è implicato con l'accusa di concussione e promovimento della prostituzione minorile a danno di Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori, abbia pensato (nota bene: in un momento estremamente delicato per il Paese) di regalarsi un programma in prima serata in cui autoscagionarsi da ogni accusa davanti alle telecamere ella sua stessa rete televisiva, Canale 5, con la connivenza del direttore di Studio Aperto e TG4 Giovanni Toti, suo dipendente e quindi a suo libro paga.Un'anomalia già di per sé gigantesca, l'ennesimo, non necessario, esempio di un conflitto di interessi senza eguali nel mondo mai sanato grazie alla silenziosa complicità della Sinistra italiana.
Salari che si aggirano tra i 1'000 e i 1'500 franchi lordi mensili per un posto a tempo pieno. Questo è quanto succede in Ticino, più precisamente alla Nolo Service Sa di Sant'Antonino, una ditta che noleggia cabine wc chimiche per cantieri ed eventi. Oltre al salario base, il dipendente ha diritto a ricevere delle provigioni che vanno dal 5 al 10 per cento del fatturato, ma che alla fine del mese in busta paga si traducono al massimo in qualche centinaia di franchi. Nella migliore delle ipotesi questi dipendenti intascano quindi 1'000 franchi netti al mese per lavorare 42 ore a settimana, come si deduce dai contratti di lavoro in possesso di area.
«È incomprensibile, incomprensibile, incomprensibile». A Roma il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha da pochi minuti conferito l’incarico di formare un governo di larghe intese al vicesegretario del Partito democratico (ed ex democristiano) Enrico Letta quando incontriamo Rossana Rossanda, giornalista, scrittrice e «vecchia comunista», che così commenta l’inciucio tra «quello che rimane della sinistra» e la destra berlusconiana.
Sotto l'alternarsi di pioggia e sole, un fiume multietnico e intergenerazionale di persone ha sfilato lungo le vie di Lugano mercoledì primo maggio, a dimostrazione che la festa dei lavoratori non sta perdendo d'importanza, come testimoniano le voci raccolte lungo il percorso.
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