L'editoriale
Non è così che si salva il lavoro
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Succede spesso che i politici dichiarino di aver votato in un senso o nell’altro “per dare un segnale”. Nella maggior parte dei casi, soprattutto sotto elezioni, si tratta solo di segnali di fumo. Fumo gettato negli occhi dei cittadini. L’adozione da parte del Gran Consiglio ticinese (grazie ad un’ammucchiata social-leghista e alla “casuale” assenza in aula di qualche rappresentante borghese) dell’iniziativa dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino” ne è un classico esempio.

Un’iniziativa che solo a parole sancisce il «diritto» di «ogni persona» ad «un salario minimo che gli assicuri un tenore di vita dignitoso», ma che in realtà è uno strumento totalmente inadeguato a contrastare il dumping salariale. Anzi, potrebbe addirittura favorire questo fenomeno già dilagante in Ticino.

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Pubblicato il

01.04.15
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L'ultima edizione

1 Aprile 2015
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Ultime rubriche

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Orari dei negozi
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Come previsto il Gran Consiglio ticinese ha approvato lo scorso 23 marzo la nuova legge sugli orari di apertura dei negozi, decidendo un po’ a sorpresa (ma non più di tanto, essendo imminenti le elezioni politiche) di vincolarne l’entrata in vigore all’adozione di un Contratto collettivo di lavoro (Ccl) di obbligatorietà generale nel ramo del commercio al dettaglio. Una decisione che, oltre ad essere incompatibile con il diritto federale (come risulta da una perizia giuridica voluta dallo stesso parlamento), non ha cambiato di una virgola la posizione del sindacato Unia che ancora una volta si batterà con determinazione contro l’ennesimo tentativo di estendere gli orari di apertura dei negozi e dunque di peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro del personale della vendita.

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01.04.15..
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Truffe online
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Ecco come operano alcuni sciacalli che offrono lavori inesistenti in Svizzera

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Allettano le loro prede con contratti di lavoro in Svizzera, dopo averle adescate con offerte di lavoro pubblicate in Internet. Tutto procede bene, fino all’ultima richiesta di versamento dei soldi per «il disbrigo delle pratiche del permesso di dimora».

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01.04.15..
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Dumping salariale
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Per il datore di lavoro era un’operatrice mailing telefonica. Per il giudice un’operatrice di call center. E ha obbligato con sentenza di qualche settimana fa l’azienda a risarcire, secondo il contratto normale di lavoro per il settore, la dipendente. La lavoratrice, tutelata da Unia, ha ottenuto quanto le spettava di diritto.

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01.04.15
Servizio pubblico
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Il 19 marzo scorso si è svolto a Berna un incontro segreto tra i presidenti dell’Udc, del Plr e del Ppd per trovare l’accordo politico su una maggiore deregolamentazione. Ne ha dato notizia con un comunicato, cinque giorni dopo, il sindacato Garanto che rappresenta il personale delle dogane e delle guardie di confine. Sui contenuti delle discussioni è trapelato unicamente che sono stati chiesti importanti tagli alle spese per il personale federale: un modo subdolo di affrontare la politica finanziaria della Confederazione.

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01.04.15
Mondo del lavoro
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14 è una cifra indicativa dello stato del mondo del lavoro cantonale e dell’intervento statale. È il numero dei contratti normali di lavoro decretati dal governo cantonale in settori dove è stato comprovato il dumping salariale. Su questa involuzione, abbiamo posto alcune domande a Laura Sadis, che dopo otto anni a capo del Dipartimento finanze ed economia, ha deciso di non ripresentarsi alle prossime elezioni di aprile.

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18.03.15
Giustizia
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E due. Il Tribunale di appello ha confermato la sentenza del primo giudice, il pretore Francesco Trezzini, nella quale Adecco è stata condannata a pagare la differenza salariale tra l’importo allegato alla richiesta di permesso e quello realmente versato.

Una sentenza importante perché destinata a far giurisprudenza, aprendo nuovi scenari nella lotta al dumping. Prosegue intanto l’indagine della Procura sull’ipotesi di falsità in documenti contro Adecco, avviata sei mesi or sono.

 

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18.03.15
Apartheid
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La pubblicazione delle statistiche sul commercio di oro conferma il ruolo preponderante della Svizzera nel commercio del metallo giallo con il Sudafrica dell’apartheid.
Tre righe. È la lunghezza del comunicato stampa con cui, venerdì 27 febbraio, l’Amministrazione federale delle dogane (Afd) ha annunciato la fine di uno dei più grandi segreti di Stato del nostro Paese. Dopo oltre trent’anni di opacità, sono state rese pubbliche le statistiche del commercio di oro tra la Confederazione e il resto del mondo tra il 1982 e il 2013. Una notizia passata in sordina, dispersa nel flusso della comunicazione burocratica. Eppure si tratta di un fatto importante, che permette di fare un po’ più di chiarezza attorno ad una delle pagine più deplorevoli della recente storia elvetica. Riemergono infatti i legami oscuri tra la Svizzera, le sue banche e il Sudafrica dell’apartheid, all’epoca principale produttore mondiale di oro.

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18.03.15
Solidarietà e affari
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«Che ne è stato dei tessili raccolti? La risposta è semplice: sono stati venduti». La risposta è talmente semplice nella sua ovvietà che ci stupiamo di... stupirci. Forse i nostri lettori sono meno ingenui di noi e già lo sanno che i vestiti usati messi nel sacco vanno a finire solo in minima parte ai bisognosi. Di più: che i nostri abiti fuori moda vengono smerciati e venduti ai poveri dell’Africa e dell’Europa dell’est. Per pochi centesimi. Che morti di fame (noi, non loro).
Il destino dei vestiti messi nel sacco? Basta andare sul sito di Texaid, l’azienda svizzera leader nella raccolta dei tessili usati, per capire come è organizzato il business degli stracci. Sì, perché i cenci muovono soldi à gogo e c’è chi venderebbe sua madre al diavolo per aggiudicarsi la location migliore all’ecocentro per posizionare il proprio loculo raccogli-panni.

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18.03.15
Processo Eternit bis
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Per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, appena “graziato” dalla prescrizione nell’ambito di un primo procedimento per disastro ambientale, potrebbe presto aprirsi in Italia una nuova stagione di processi per i morti d’amianto causati dalla sua attività imprenditoriale alla testa della multinazionale Eternit tra la metà degli anni Settanta e la metà degli Ottanta.

Il primo dei tre i procedimenti pendenti a suo carico entrerà in una fase decisiva prima dell’estate con la cosiddetta “udienza preliminare”, nell’ambito della quale sarà valutata la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato, presentata nei giorni dalla Procura di Torino.

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04.03.15
La vignetta
© Vauro

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