L'editoriale
La lobby dell'amianto nel cuore dell'Europa
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“Frequentavo le scuole elementari in una cittadina delle Fiandre. Un giorno la nostra insegnate ci portò a visitare una fabbrica. All’entrata dello stabilimento una compagna di classe mi raccomandò di respirare piano e di restare il meno possibile in quel posto perché poteva essere pericoloso. Solo molti anni dopo capii che il pericolo era costituito dall’amianto e che quella bambina, pur nella sua ingenuità, era ben informata essendo una delle nipoti della famiglia di industriali belgi Emsens, che all’epoca insieme con gli svizzeri Schmidheiny, deteneva il marchio Eternit”. La tragica e toccante testimonianza, che area ha raccolto un paio di anni fa, si riferisce a un episodio risalente al 1948.

Un dato indicativo della spregiudicatezza degli industriali che, pur consapevoli della pericolosità per la salute dell’uomo, hanno continuato a usare l’amianto per decenni ricorrendo a tutti i mezzi possibili per nascondere le evidenze scientifiche o far credere che fosse possibile lavorarlo “in sicurezza”. Oggi l’Europa fa la conta dei danni: 15.000 morti all’anno per malattie asbesto-correlate, un terzo della popolazione ancora esposta all’amianto, che resta la causa della metà dei decessi per tumori professionali, come indica l’Organizzazione mondiale della sanità.

Ma, contrariamente a quanto comunemente si ritiene, ancora oggi l’Europa continua a essere confrontata con una potentissima lobby industriale dell’amianto (tuttora utilizzato, prodotto ed esportato in ben 15 Stati su 53).

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Pubblicato il

20.05.15
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L'ultima edizione

20 Maggio 2015
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Ultime rubriche

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Ticino
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Fare contratti con salari fittizi pare non essere un comportamento penalmente rilevante. Molti interrogativi restano aperti.

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Decreto d’abbandono. Si conclude così l’inchiesta per falsità in documenti sui contratti con paghe fittizie inviate alle autorità cantonali del Ministero pubblico ticinese, titolare la procuratrice Francesca Lanz. Unia sta valutando il ricorso. Se le sentenze non si discutono, restano molti gli interrogativi aperti sull’agire di Adecco. Un nostro approfondimento ne sviscera qualcuno.

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20.05.15..
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Eternit bis
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Aperta a Torino l'udienza preliminare del processo per omicidio. La difesa: «Violati i diritti umani»

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Quando è chiamato a rendere conto davanti alla giustizia per i danni causati con la sua attività di industriale dell’amianto, Stephan Schmidheiny non si fa mai vedere: preferisce mandare avanti i suoi avvocati, perché lui si difende dai processi e non nei processi. Se n’è avuta conferma la settimana scorsa nelle prime udienze preliminari al Tribunale di Torino, che entro luglio stabilirà se Mister Eternit dovrà essere processato per omicidio volontario, così come chiede la Procura di Torino in relazione alla morte di 258 persone vittime dell’amianto disperso negli ambienti di lavoro e di vita dalle sue fabbriche tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, cioè quando lui era il massimo dirigente della multinazionale svizzero-belga.

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20.05.15..
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L'intervista
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Stupore. Anzi, qualcosa di più. Non nasconde di essersi sentito «esterrefatto» alla notizia che la città di Lugano intende appaltare la socialità a un ente esterno, seppur di diritto pubblico. Per la segretezza con cui è stata condotta l’operazione, la banalizzazione del tema, il mancato dibattito politico. Dibattito che l’economista Christian Marazzi auspica che, a rivelazione avvenuta per mezzo stampa, possa ora essere avviato. Perché «la socialità riguarda la società nel suo insieme e non solo un comparto ristretto».

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20.05.15
La guerra dell'embargo
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A partire (forse) dal prossimo giugno l’ambasciata svizzera all’Avana potrebbe finalmente liberarsi del compito di rappresentare gli interessi diplomatici degli Stati Uniti a Cuba.

Dopo 54 anni: fu infatti con una lettera datata 4 gennaio 1961 che Christian Herter, il segretario di Stato del presidente Dwight Eisenhower che aveva appena rotto le relazioni con il regime di Fidel Castro, chiedeva al governo elvetico «di assumere la rappresentanza diplomatica e consolare a Cuba per conto del governo degli Stati Uniti».
Dopo 5 mesi di incontri e negoziati, pare imminente l’annuncio della decisione delle due parti di ristabilire i contatti diplomatici pieni e riaprire le rispettive ambasciate nelle due capitali.

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20.05.15
Migranti
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Sono eritrei, sono uomini giovani, soli e neri. Non fanno pena, non suscitano pathos collettivo e così diventano i profughi dell’ultima categoria. C’è però chi pensa anche a loro. Cronaca di una giornata di solidarietà umana a Milano con un gruppo di militanti del Macao, centro sociale autogestito, che ogni giorno a Porta Venezia distribuisce generi di prima necessità.

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13.05.15
Idea shock
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Lugano non è una città timida, anzi spesso ha dimostrato di possedere una certa audacia nella gestione dei beni di famiglia, ovvero del patrimonio di ogni cittadino. Ora, si supera con una proposta da alcuni ritenuta shock, ma che il Municipio si è affrettato ad accogliere. E che diventerà realtà, se il Consiglio comunale non si opporrà al messaggio per trasformare gli Istituti sociali comunali in un ente autonomo di diritto pubblico. Il progetto è di appaltare la socialità – settore molto sensibile per la collettività – a un ente esterno e sgravare così l’autorità pubblica dall’amministrazione corrente. Per una migliore “governance”, dice il rapporto di valutazione sottoscritto da Christian Vitta, nel frattempo divenuto consigliere di Stato. Ma migliore “governance” a favore di chi?

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06.05.15
Strage Eternit
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Martedì prossimo 12 maggio 2015 si terrà al Tribunale di Torino la prima delle udienze preliminari per stabilire se il miliardario svizzero Stephan Schmid­heiny dovrà essere rinviato a giudizio e dunque processato per il reato di omicidio aggravato volontario, così come ipotizza la Procura torinese in relazione alla morte di 258 persone, vittime delle polveri di amianto disperse negli ambienti di lavoro e di vita dagli stabilimenti italiani della multinazionale Eternit, di cui è stato massimo dirigente tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta. Alla vigilia di questo appuntamento area ha seguito le celebrazioni per la Giornata mondiale delle vittime dell'amianto a Casale Monferrato, la città Martire.

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06.05.15
Pakistan
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“Uccidiamo le persone che cercano di uccidere noi”, ha dichiarato più volte il premier statunitense Barack Obama per giustificare la “guerra dei droni”, i bombardieri teleguidati. Affascinato dalla possibilità di colpire il nemico senza rischiare la vita dei soldati, sin dall’inizio del suo mandato nel gennaio 2009, Obama ha puntato sui droni per colpire i nemici presenti in Pakistan, al confine con l’Afghanistan.

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06.05.15
L'intervista
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C’è chi lo vedrebbe volentieri alla guida del partito-che-non c’è, a sinistra del Partito democratico che ha assunto il punto di vista dei poteri forti dell’internazionale liberista e della Confindustria, per riportare in Parlamento una rappresentanza del lavoro, dato che oggi i lavoratori non hanno più sponde partitiche. È diventato un volto noto nella società italiana e per molti un punto di riferimento. Buca lo schermo ed entra in sintonia con la parte pulita e bastonata del paese perché parla il linguaggio delle persone che vuole rappresentare, di cui condivide le sofferenze. Alla Fiom non è arrivato dalle scuole quadri della sinistra ma dalla fabbrica. Landini saldatore ha fatto la sua prima battaglia sindacale in un’azienda cooperativa, e al dirigente coop, quando le coop non erano ancora imputate in mille vicende giudiziarie, che gli diceva: “Io e te abbiamo in tasca la tessera dello stesso partito, il Pci”, non puoi esercitare qui il conflitto, lui rispondeva: “Abbiamo la stessa tessera ma io a saldare all’aperto ho freddo lo stesso”.

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23.04.15
Primo maggio
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A testa alta: non c’è lavoro senza dignità. È questo lo slogan scelto per festeggiare il Primo Maggio che, oggi più che mai, vuole esprimere la volontà di riscatto dei salariati e delle salariate confrontati con un mondo professionale sempre più precario e frammentato. In altre parole: più spietato. Per questo motivo dal palco non sentirete la voce di nessun politico, ma solo quella dei lavoratori. Che oggi per lavorare mantenendo la dignità ci vuole ancora più coraggio.


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23.04.15
La vignetta
2015 © Corrado Mordasini

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