L'editoriale
Legge sui negozi, è ora di aprire gli occhi
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“Ma cosa volete che sia una mezz'oretta in più al giorno?” Sarà con questo ritornello che i fautori delle aperture prolungate dei negozi cercheranno di convincere i ticinesi della bontà della nuova legge che il Gran Consiglio (salvo sorprese) dovrebbe varare settimana prossima e che appunto prevede per i giorni feriali l'abbassamento delle serrande alle 19 anziché alle 18.30. In realtà questo è solo un dettaglio: la posta in gioco è ben più alta, sia per i lavoratori della vendita sia per i cittadini comuni, perché con questa operazione la destra nostrana (un po' per ideologia, un po' per fini elettorali) mira ad una liberalizzazione selvaggia dalle conseguenze incalcolabili, per esempio per la salute delle persone.

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18.03.15
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L'ultima edizione

18 Marzo 2015
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Ultime rubriche

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Mondo del lavoro
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Bilancio con Laura Sadis che lascia il Dipartimento finanze ed economia dopo 8 anni

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14 è una cifra indicativa dello stato del mondo del lavoro cantonale e dell’intervento statale. È il numero dei contratti normali di lavoro decretati dal governo cantonale in settori dove è stato comprovato il dumping salariale. Su questa involuzione, abbiamo posto alcune domande a Laura Sadis, che dopo otto anni a capo del Dipartimento finanze ed economia, ha deciso di non ripresentarsi alle prossime elezioni di aprile.

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18.03.15..
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Giustizia
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Una sentenza “rivoluzionaria” per la lotta al dumping

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E due. Il Tribunale di appello ha confermato la sentenza del primo giudice, il pretore Francesco Trezzini, nella quale Adecco è stata condannata a pagare la differenza salariale tra l’importo allegato alla richiesta di permesso e quello realmente versato.

Una sentenza importante perché destinata a far giurisprudenza, aprendo nuovi scenari nella lotta al dumping. Prosegue intanto l’indagine della Procura sull’ipotesi di falsità in documenti contro Adecco, avviata sei mesi or sono.

 

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18.03.15..
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Apartheid
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La pubblicazione delle statistiche sul commercio di oro conferma il ruolo preponderante della Svizzera nel commercio del metallo giallo con il Sudafrica dell’apartheid.
Tre righe. È la lunghezza del comunicato stampa con cui, venerdì 27 febbraio, l’Amministrazione federale delle dogane (Afd) ha annunciato la fine di uno dei più grandi segreti di Stato del nostro Paese. Dopo oltre trent’anni di opacità, sono state rese pubbliche le statistiche del commercio di oro tra la Confederazione e il resto del mondo tra il 1982 e il 2013. Una notizia passata in sordina, dispersa nel flusso della comunicazione burocratica. Eppure si tratta di un fatto importante, che permette di fare un po’ più di chiarezza attorno ad una delle pagine più deplorevoli della recente storia elvetica. Riemergono infatti i legami oscuri tra la Svizzera, le sue banche e il Sudafrica dell’apartheid, all’epoca principale produttore mondiale di oro.

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18.03.15
Solidarietà e affari
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«Che ne è stato dei tessili raccolti? La risposta è semplice: sono stati venduti». La risposta è talmente semplice nella sua ovvietà che ci stupiamo di... stupirci. Forse i nostri lettori sono meno ingenui di noi e già lo sanno che i vestiti usati messi nel sacco vanno a finire solo in minima parte ai bisognosi. Di più: che i nostri abiti fuori moda vengono smerciati e venduti ai poveri dell’Africa e dell’Europa dell’est. Per pochi centesimi. Che morti di fame (noi, non loro).
Il destino dei vestiti messi nel sacco? Basta andare sul sito di Texaid, l’azienda svizzera leader nella raccolta dei tessili usati, per capire come è organizzato il business degli stracci. Sì, perché i cenci muovono soldi à gogo e c’è chi venderebbe sua madre al diavolo per aggiudicarsi la location migliore all’ecocentro per posizionare il proprio loculo raccogli-panni.

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18.03.15
Processo Eternit bis
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Per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, appena “graziato” dalla prescrizione nell’ambito di un primo procedimento per disastro ambientale, potrebbe presto aprirsi in Italia una nuova stagione di processi per i morti d’amianto causati dalla sua attività imprenditoriale alla testa della multinazionale Eternit tra la metà degli anni Settanta e la metà degli Ottanta.

Il primo dei tre i procedimenti pendenti a suo carico entrerà in una fase decisiva prima dell’estate con la cosiddetta “udienza preliminare”, nell’ambito della quale sarà valutata la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato, presentata nei giorni dalla Procura di Torino.

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04.03.15
L'intervista
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Gian Luca Lardi, nato a Poschiavo 45 anni or sono, abita da un decennio nel comune ticinese di Rovio, dove siede in Consiglio comunale nelle file del Partito liberale radicale. Di formazione ingegnere, è alla testa della CSC Impresa Costruzioni SA di Lugano (gruppo Impregilo). Dal 1° gennaio di quest’anno ha assunto la carica di presidente della Società svizzera impresari costruttori (Ssic), succedendo a Werner Messmer.
Quale primo presidente italofono nella storia della Ssic, parteciperà ai negoziati per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (Cnm) 2015 per l'edilizia principale. Trattative bloccate dal precedente presidente Messmer in relazione alla polemica sulla collaborazione tra Unia e Allreal, società specializzata sull’analisi dei rischi aziendali. area ha incontrato il neo presidente della Ssic.

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04.03.15
Sicurezza sui binari
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L’incidente ferroviario accaduto lo scorso venerdì 20 febbraio a Rafz, nel canton Zurigo, nel quale due treni si sono scontrati per il mancato rispetto di un segnale rosso, «ha colpito profondamente le Ffs». A dirlo è stato, nella conferenza stampa tenuta una settimana dopo, il direttore generale delle Ferrovie federali svizzere, Andreas Meyer. È una frase che si dice sempre, dopo ogni evento grave. Ma suona un po’ ipocrita parlare solo dell’azienda, quando si sa che queste cose colpiscono soprattutto l’intera opinione pubblica e, individualmente, i lavoratori direttamente o indirettamente coinvolti. area ne ha parlato con un sindacalista e ha raccolto l'interessante testimonianza di un macchinista.

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04.03.15
Italia
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Il segretario lo chiama “il genio di Firenze” e gli consiglia di «stare sereno perché voti di fiducia e varo del Jobs Act non ci fermano». Il delegato vuole essere ancora più esplicito, «è il califfo di Firenze». Il chirurgo in collegamento dalla Sierra Leone dove dirige uno degli avamposti nella lotta contro Ebola dice con la schiettezza che lo contraddistingue: «Ho preso la tessera della Fiom, uno dei pochi rimasugli della democrazia, e ne sono orgoglioso perché è una delle poche organizzazioni che può contrastare la cancellazione dei diritti, la deriva dell’indifferenza, la violenza quotidiana che è entrata nella nostra società come l’Ebola. Condivido l’idea di aggregare intorno al vostro sindacato tutte le persone per bene che vogliono cambiare questo paradigma, per affermare i diritti, il sociale, l’uguaglianza. Io sono con voi».

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04.03.15
Franco forte
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15 gennaio, a poche ore dall’annuncio della Banca nazionale svizzera (Bns) di rinunciare al cambio fisso franco-euro, il padronato parte all’attacco chiedendo la riduzione dei salari. Al di là dei proclami catastrofistici, dal fronte, le fabbriche, si registrano in Ticino poco più di una decina di casi di tagli. Per ora. Ma vi sono anche esempi di rifiuto degli operai di accettare le indecenti proposte.

Il conflitto tra capitale e lavoro assume toni bellici, da guerra di classe si sarebbe detto un tempo. Le rivendicazioni degli ambienti padronali si susseguono a catena. La voce del padrone indica quale misura prioritaria la compressione del costo del lavoro. In altre parole, tagliare gli stipendi e aumentare le ore di lavoro a paga uguale. Pena la delocalizzazione e la soppressione degli impieghi.

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12.02.15
La vignetta
© Corrado Mordasini

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